Il Superbonus al 110%, come comportarsi per ottenere lo sconto in fattura?

Finchè l’Agenzia delle Entrate non pubblicherà i decreti attuativi non sarà possibile stabilire con certezza la procedura per ottenere lo sconto in fattura direttamente dall’installatore o dal fornitore. Si aspetta che i decreti verranno pubblicati a fine luglio 2020. Per ricevere chiarimenti appena abbiamo informazioni certe, iscritivi alla nostra newsletter.

Con il nuovo Superbonus al 110% sarà possibile ottenere un impianto fotovoltaico con batteria d’accumulo e pompa di calore a costo zero? Di seguito spieghiamo le possibilità per la cessione del credito e lo sconto in fattura che il nuovo decreto mette a disposizione.

Il nuovo decreto Rilancio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 maggio, prevede tre vie che il privato potrà percorrere per usufruire del superbonus al 110% per interventi di efficientamento energetico sulla propria casa.

Qui sotto spieghiamo brevemente la differenza e la convenienza a livello economico:

1. La detrazione fiscale al 110%

Chi: Per il privato che ha la capienza IRPEF e la possibilità di sfruttare da sè la detrazione maturata.

Per chi intende realizzare dei lavori di efficentamento energetico, questa rimane di gran lunga l’opzione più vantaggiosa a livello monetario, perchè porterà il valore di tutto il lavoro in detrazione al 110% in 5 anni.

Considerando che un lavoro d’installazione di un impianto di riscaldamento a pompa di calore abbinato al fotovoltaico e batterie d’accumulo facilmente andrà a costare intorno ai 20-30.000 euro, i 10% corrispondono a 2-3000 euro “guadagnati”. La convenienza rimane anche per chi sceglie di pagare il lavoro a rate chiedendo un finanziamento alla propria banca o tramite i nostri istituti di credito partner. 

Rimane l’opzione più facile da gestire anche per noi come installatori e possiamo iniziare già da ora con l’analisi energetica di fattibilità, prima che arriverà il boom di richieste. A questo proposito ti invitiamo di leggere l’articolo precedente sul Superbonus per il fotovoltaico e pompa di calore.

2. La cessione del credito d’imposta alla propria banca

Chi: Per il privato che non ha capienza IRPEF per poter sfruttare la detrazione e intende cedere il credito per pagare il lavoro.

La cessione del credito d’imposta è l’opzione da scegliere per chi vuole usufruire della detrazione ma non ha la capienza IRPEF abbastanza grande per sfruttarlo appieno. In questo caso il proprietario fa un accordo con la propria banca per cedere il credito d’imposta del 110% . Sarà la banca a pagare l’installatore, consentendo al cliente di realizzare l’impianto fotovoltaico con accumulo e pompa di calore senza dover anticipare di tasca propria tutte le spese del lavoro da effettuare.

Con quest’opzione il cliente non guadagna come nel precedente caso, ma ovviamente decide su tutte le eventuali fasi del lavoro. Rimane l’opzione preferibile anche per noi come installatori in quanto possiamo concentrarci sul lavoro che sappiamo fare al meglio: cioè trovare la soluzione tecnica più adatta alle esigenze del cliente, senza dover occuparci della questione finanziaria.

Il decreto prevede che il cliente possa cedere il credito al miglior offerente oltre alla banca o all’istituto di credito, però qui possiamo soltanto fare congetture. Occorre aspettare fine luglio quando usciranno i decreti attuativi dell’Agenzia delle Entrate per avere risposte certe su tutte le modalità possibili.

3. Lo sconto in fattura per un lavoro a costo zero

Chi: Per il privato che intende cedere il credito per ottenere uno sconto immediato sul costo del lavoro.

L’alternativa di cui tutti ci chiedono informazioni è la possibilità di cedere il credito al proprio fornitore e farsi installare l’impianto a costo zeroQuesto è sicuramente l’alternativa più allettante per il cliente in quanto non dovrà occuparsi di niente. Però quest’opzione richiede un approfondimento in quanto nasconde alcune problematiche di cui tener conto.

La maggior parte degli installatori, come noi, sono troppo piccoli per poter usufruire del credito d’imposta ceduto dai nostri clienti. Questo comporta che dovremo di nuovo cedere il credito alla nostra banca o ad altre società finanziarie. Ogni passaggio supplementare del credito comporta il rischio che perderà ulteriore valore: Da 110% diventerà 100, che però rischierebbe anche di diventare 90% o addirittura 80% obbligando il cliente ad anticipare una parte per avere materiali di qualità o ad accontentarsi di materiali a basso costo.

Ad ogni modo, quando usciranno i decreti attuativi dell’Agenzia delle Entrate verso fine luglio-agosto, avremo sicuramente trovato una soluzione adatta per i nostri clienti e chi sa già da ora cosa intende sfruttare con la cessione, potrà contattarci tramite la pagina contatti.

Per chi non si è ancora deciso, occorre avere pazienza. Il Superbonus rappresenta sicuramente un’ottima occasione per sostituire il vecchio impianto con il nuovo, ma occorre anche sapere quali prodotti vengono installati, chi li installa e se questi prodotti sono effettivamente quelli giusti che ti garantiranno un buon risparmio futuro in bolletta. Ecco perché diventerà di primaria importanza scegliere un installatore in grado di garantire una certa qualità su materiali, installazione e assistenza sul territorio.

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